Il Volto della Notte Bianca

SWAP FACE – IL VOLTO DELLA NOTTE BIANCA

8 Settembre 2007 – Notte bianca al Palazzo delle Esposizioni. Abbiamo pensato un sistema che potesse, magari con un sorriso, rompere quel leggero e spesso persistente blocco che abbiamo nel rapportarci con “l’ altro”. Mediante un gioco di percezione visiva, volevamo stimolare l’interazione e i rapporti delle due o più persone che venivano coinvolte nell’opera. “Il volto della notte bianca” ha provato a rappresentare e rivisitare il noto detto “prova a metterti nei miei panni”.

L’idea ha trovato forma in un ambiente di programmazione che, in tempo reale e mediante una videocamera, riconosce i volti della persone riprese e scambiandoli con gli altri riconosciuti. Il risultato è un insieme di corpi e volti che fanno fatica a riconoscersi, provocando nello spettatore uno salto sensoriale in una percezione di se stessi fuori da ogni logica empirica. La relazione con l’opera implica necessariamente la relazione con gli altri e manifesta il suo potenziale più è alto il numero di persone che vi partecipano. Estraniarsi dagli altri diventa stupido quanto impossibile.

La reazione conosce differenti fasi che partono da una prima diffidenza per arrivare ad una sempre più entusiastica partecipazione dell’evento in forme che vanno dalla smorfia al gesto comico.

I meccanismi che l’installazione mette in gioco aprono uno spettro decisamente variegato dei comportamenti istintivi umani nel rapporto con gli altri e vanno dalla timida vergogna allo sberleffo più aperto.

Mediante un altro software e a fare da cornice, abbiamo proiettato contemporaneamente sulle pareti laterali tutti i visi perplessi di chi ha partecipato all’evento, miscelandoli tra loro e creando un mosaico di 100 visi per schermo.

La reazione del pubblico è andata oltre ogni nostra più rosea aspettativa e ci ha spinto a sperimentare nuove e sempre più raffinate forme di intrattenimento interattivo.